Controcorrente.

Una mamma, una donna
non si può dimenticare che innanzi tutto è una donna
e allora perché si esalta
questa figura? Non è pari al babbo?
L’essere si completa in eguale
misura,
l’uno non è nulla senza l’altro
anche se a volte
la natura fa emergere
un sentire diverso qualcosa di delicato
che sprofonda in
una parte recondita e la mente sconfina
nei luoghi arcaici dove nessuno osa,
e il peccato che l’uomo ha creato imbriglia l’amore,
scende nel profondo per riemergere
e liberare il pensiero.
La mamma è importante come lo è il babbo,
nessuno dei due compensa l’altro
ma allora perché si esalta la mamma?
Forse perché si vuole imbrigliare
in un ruolo che non è solo di mamma.
Quando una donna è uccisa, non è forse una mamma? Oppure una mamma futura?
Ci si dimentica subito
basta usare la mamma! Volergli bene
nei suoi momenti felici come in quelli funesti.
Il babbo: figura resa sterile d’amore per troppo tempo e creata
a immagine e somiglianza
per un impero d’orrore.
Mamma, babbo, uomini
E donne, soli nello stesso
emisfero di arcobaleni caduti dentro
strascichi
di gioia che increspano
la sera
dove la sofferenza va spasso
con la gioia
e non come
si vorrebbe con la perfezione
che giace dentro una bugia.

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